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Chiara Crupi: “La cultura, lo spettacolo e l’arte rappresentano la colonna portante della società perché generano libero pensiero e felicità!”

Comunicazione, Personaggi di Alessandra Magrini

30 Agosto 2021

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Editoriale elezioni comunali Roma 2021, uno sguardo alla campagna elettorale romana.

Oggi incontriamo Chiara Crupi, candidata al Municipio V con la lista Civica per Caliste presidente.

In molti conoscono Chiara a Roma, per il suo attivismo culturale.

Chiara si distingue infatti come anima fervida nell’organizzazione di festival, eventi e spettacoli che, nella sua visione, servono a migliorare i territori, a dare un messaggio alle coscienze sopite dalla quotidiana sopravvivenza precaria…

 

 

A criticare il reale per immaginare altro e costruirlo insieme.

 

 

Chiara Crupi, candidata al Municipio V con la lista Civica per Caliste presidente
Chiara Crupi, candidata al Municipio V con la lista Civica per Caliste presidente

 

Ciao Chiara, raccontaci di te, come nasce e cosa significa per te fare politica su un territorio?
«Ho iniziato a partecipare attivamente alla vita culturale di questo territorio, da oltre 15 anni.

 

 

Parlo di vita culturale, perché la cultura per me è politica!

 

 

I nostri quartieri non hanno un adeguato accesso all’offerta culturale e alla formazione alle arti. Sono spesso dei ghetti.

Mi viene in mente il quartiere dove abito, Torpignattara, dove non c’è un cinema, un teatro pubblico, una sala da concerto, ma neppure una biblioteca.

 

Fare politica sul territorio per me significa garantire che ogni quartiere abbia un centro culturale, dove bambini, giovani, adulti ed anziani possano seguire corsi e laboratori dedicati all’arte, alla conoscenza della scienza della politica, al teatro e alla musica.

 

 

Dove si presentino libri e si possa ballare e leggere, ma soprattutto pensare ed emanciparsi.

 

 

Un centro produttore di socialità e formazione che metta al centro la formazione, l’arte e l’artigianato.

Che lavori in accordo con gli assistenti sociali, le scuole e che sia espressione dell’associazionismo territoriale.

 

 

Questi luoghi dovrebbero essere pubblici ed accessibili nel senso che l’accesso alla cultura dovrebbe essere organizzato come per la sanità: ovvero il biglietto, laddove necessario, calibrato per fasce di reddito.

Così come per i costi dei laboratori e dei corsi… E, se non te lo puoi permettere, completamente gratuito perché sostenuto dall’istituzione che investe per il diritto alla cultura di ogni cittadino.»

 

 

Nonostante la tua giovane età, sei attiva da più di vent’anni a Roma con la sperimentazione culturale, racconta la tua spinta, i tuoi intenti la tua storia…
«Sono laureata in Scienze Politiche con due Master in Cooperazione, ma ho smesso di viaggiare per il mondo e dal 2003 promuovo eventi culturali, occupandomi attivamente per diffondere formazione e cultura all’arte nelle periferie.

Permettere agli artisti, soprattutto giovani, di utilizzare degli spazi per provare, promuovere le opere in tutta Italia e darne visibilità è stato il primo passo, grazie agli spazi del centro culturale Kollatino Underground che (dal 2007) ha pulsato creatività ed innovazione nella città, partendo proprio dal Collatino, uno dei quartieri più popolosi del nostro Municipio V.

Ho organizzato festival importanti per molti anni, come Eclettica, dal 2007 al 2012 nel casale della Cervelletta a La Rustica e poi fino al 2017 nel parco delle Energie.

Anomalie, dedicato al nuovo circo, all’interno del palinsesto dell’Estate romana. Dal 2007, anno in cui siamo partiti dal quartiere de La Rustica, poi Tiburtina, Prenestina, ora Torre Maura. Dove montammo il nostro tendone da circo ancora non c’erano neppure le strade asfaltate ma tanti palazzoni sì e ne abbiamo viste, in 15 anni, di persone, in periferia, che non hanno accesso alla cultura, agli spettacoli, all’adrenalina della scena!

Tante persone che d’estate sono lontane dal centro, senza mezzi pubblici, e magari non possono neppure permettersi di pagare il biglietto.

E, per questo, Eclettica aveva un biglietto mai superiore agli 8 euro.

Consapevole che l’emancipazione si traduca nella partecipazione della cittadinanza ai meccanismi istituzionali, ho deciso di candidarmi per diventare consigliera nel V Municipio.»

 

Chiara Crupi, candidata al Municipio V con la lista Civica per Caliste presidente
Chiara Crupi, candidata al Municipio V con la lista Civica per Caliste presidente

 

Perché secondo te la cultura è la colonna portante della civiltà?
«Ti rispondo con l’esempio dei festival sopracitati.

Abbiamo attraversato i parchi di #RomaEst, rivitalizzati, strappati al degrado e colorati di sorrisi e risate, attraverso l’arte.

 

 

La cultura, lo spettacolo e l’arte rappresentano la colonna portante della società perché generano libero pensiero e felicità.

 

 

La gioia più grande che provo è data dagli sguardi di bimbi, anziani e di tutte le persone che portano i dolci e scendono con la sedia da casa, degli sguardi di meraviglia davanti alle acrobazie mirabolanti, alle bolle di sapone, agli equilibrismi, ai monologhi teatrali, ai concerti che fanno ballare.

Dal vedere i laboratori così partecipati e tanta voglia di mettersi in gioco, di capire che, attraverso le tue forze, puoi camminare su un filo, far ridere 30 persone, far roteare 3 palline…»

 

 

E cambiare la società che vivi!

 

 

La tua attenzione è stata sempre rivolta alle periferie e sei riuscita a portare valore aggiunto e cultura partecipata anche in territori molto difficili. Perché questa scelta?
«Perché le periferie, e anche Torpignattara possiamo definirla una periferia, sono dei ghetti.

L’amministrazione pubblica non se ne occupa in modo adeguato, andando a privilegiare i quartieri più centrali e più ricchi, come una vetrina.

Eppure il nostro municipio rappresenta una risorsa unica e d’eccellenza per il numero di artisti e artigiani presenti.

Le professionalità, i talenti, le associazioni ed i collettivi di artisti ed artigiani dovrebbero essere valorizzate attraverso un sistema virtuoso di cooperazione fra le associazioni, i singoli cittadini attivi, i commercianti e gli imprenditori.

 

 

L’obiettivo comune deve essere mettere al centro, attraverso la cultura, le risorse territoriali e il patrimonio naturale, monumentale, archeologico e umano.

 

 

Un territorio come quello del Municipio V, ricco di storia, panorami paesaggistici unici, quartieri simbolo della nuovo fermento creativo metropolitano, non deve solo una fabbrica del divertimento e della movida notturna, con le conseguenti dinamiche che nuocciono alla dignità della vita del quartiere (traffico, criminalità, spaccio, schiamazzi e sporcizia), ma ambire a diventare volano dell’economia territoriale

 

Chiara Crupi, candidata al Municipio V con la lista Civica per Caliste presidente

 

Quali cambiamenti porteresti V municipio culturalmente e quali criticità ti hanno colpita su questo territorio?
«C’è molto da fare, ma partiamo da una base ottima sia per gli splendidi paesaggi urbani, sia per il tessuto sociale ricco di creatività e sperimentazione per il numero di artisti presenti, variegato e multisfaccettato grazie alla convivenza di culture differenti.

 

Dobbiamo fare, immaginare e progettare insieme cultura e formazione alle arti.

 

 

Ri-creare un municipio virtuoso con spazi recuperati e dati ad artisti, artigiani, sportivi e creativi, piuttosto che murati, abbandonati e degradati e sostenerne la rinascita e destinarla all’utilizzo collettivo e partecipato, ma davvero però!

Realizzare dove si possa imparare a suonare, a ballare, ad amare le culture differenti e parlare più lingue, leggere e conoscersi…

Senza per forza dover pagare dieci euro all’ora.

 

Vivere le scuole aperte tutto il giorno, come luoghi di socialità e crescita.

 

 

Abitare parchi, strade e piazze che l’arte e la cultura possono contribuire a rendere più sicure, vivibili e colorate.

Una rete di bellezza e resistenza, di aggregazione sociale critica e indiscriminata, che rivendicano il diritto alla felicità, costituendo l’unica vera risposta alla desertificazione del panorama culturale.

 

 

Le proposte delle associazioni e dei singoli devono influire sulle scelte istituzionali. Le priorità che emergono dai territori del nostro municipio devono essere realizzate e prese incarico.

Sarebbe importante attuare lo strumento della democrazia partecipata, attraverso assemblee periodiche in cui le associazioni e la cittadinanza si incontrano per immaginare insieme il territorio e propone delle azioni alla giunta municipale.»

 

 

Ecco una bacchetta magica che ti permette di cambiare radicalmente tre aspetti di Roma come la useresti?
«Trasporti pubblici elettrici, no stop e più frequenti.

Creazione di un centro culturale in ogni quartiere, finanziato dal pubblico e gratuito per chi non può permetterselo.

Più parchi, piazze e piste ciclabili e meno parcheggi.

Come ripete sempre il mio compagno di questa avventura elettorale, Fabrizio Vulpiani impegnato in progetti per il sociale in particolare dedicati alle persone disabili.»

 

 

Alessandra Magrini

 

Cover Photo by Federico Di Dio photography on Unsplash