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Avviare (nel concreto) una start-up partendo da zero

Puoi farti guidare da qualcuno che sia ben connesso, disposto a presentarti alle persone giuste, e che sappia dirti quando sei sulla buona strada e quando serve un cambio di rotta.

Comunicazione, Quora in pillole, Rubriche di Valentina Tosi

1 Ottobre 2021

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Quora è una piattaforma di domande e risposte per condividere e accrescere la conoscenza nel mondo, un modo per connettersi con esperti che partecipano attraverso contenuti di qualità.

 

Nella rubrica Quora in pillole propongo ogni mese le risposte più interessanti, su tematiche che spaziano dal marketing alla comunicazione, dalla tecnologia fino all’arte e alle esperienze personali.

Se vuoi condividere le tue conoscenze o fare domande, iscriviti su it.quora.com.

 

La domanda di oggi:

come si può avviare nel concreto una start-up partendo da zero?

 

Risposta di Ferdinando Randisi, CTO di FabricNano, biofisico teorico e imprenditore.

 

Photo by Trac Vu on Unsplash

 

 

Dipende tantissimo da…

  1. Quali sono le tue competenze: hai un ottimo bagaglio tecnico ma poca voglia/poco talento per vendere, fare pitching, strutturare partnership eccetera, oppure il contrario, oppure nessuna delle due ma sei molto ben connesso e sai molto bene quali sono i problemi in un dato settore?
  2. Che tipo di azienda stai fondando, e in che settore? Vuoi fare una app per l’utente consumer (come Tinder, Snapchat, ecc.), un software as a service per un ambito specialistico (per esempio legaltech, fintech), una nuova tecnologia hardware (sia essa elettronica, come Intel, spaziale come SpaceX, biotech come Zymergen)?
  3. In che settore geografico ti muovi: sei basato in (o sei disposto a trovare connessioni presso) un ambiente in cui gli investitori sono svegli e in grande competizione tra loro, e hanno molti più fondi da investire in startup che startup valide in cui investire (come il Regno Unito, gli Stati Uniti, e sicuramente molti altri posti nel mondo), oppure sei in un paese in cui gli investitori in startup offrono valutazioni micragnose e spesso (con le dovute eccezioni) stanno ancora imparando il mestiere, come in Italia?

 

La strategia d’avvio dipende grandemente dalle varie risposte alle domande. Per molti campi relativamente semplici da un punto di vista tecnologico (come software non high-tech), guide come quella di StartupGeeks [1] danno una buona idea di come si può iniziare. Nota che tale guida è, giustamente, tarata su un contesto Italiano, ancora relativamente acerbo: prova ne sono le success stories che riportano round di pre-seed, da ~100 000€, invece che seed da vari milioni e almeno un serie A da una decina di milioni come potrebbe fare un incubatore di successo basato in una nazione con un contesto più avanzato.

Se il tuo background, Lorenzo (l’utente che ha posto la domanda) è in agraria (come mi sembra), questa guida potrebbe essere rilevante per te.

 

Photo by Jon Tyson on Unsplash

 

 

Matt Wichrowski, che quando FabricNano era allo stadio di pre-seed a Entrepreneur First ci ha aiutato a raccogliere il seed, ha un po’ di articoli che mostrano il funzionamento del sistema britannico e di altri paesi europei con un buon ecosistema startup (Olanda, Germania, Francia, etc.).

 

Per un’azienda deep tech, spesso ci vogliono anni per costruire un MVP e avere la prima traction commerciale. In questo caso, si può completare un fundraising anche abbastanza sostanzioso senza avere un prodotto, e senza un euro di incasso. “Basta” la tecnologia (anche nel dominio pubblico), il know-how, l’ambizione, l’acume commerciale.

 

Alternativamente, puoi fare quello che ho fatto io. Se:

  1. Hai delle competenze avanzate e piuttosto rare (molto utili per una startup in campi adiacenti al tuo, anche se non al 100% rilevanti)
  2. Sai che vuoi fare una startup
  3. Non sai cosa vuol dire fare una startup, non sai che startup vuoi fare, non sai da che parte cominciare.

 

Allora fai domanda per il Talent Investor Entrepreneur First. Il loro lavoro è aiutare persone con queste caratteristiche a fondare una startup di successo. Sono investitori, quindi in cambio prendono una quota fissa della startup risultante ad un certo prezzo (mi pare fosse circa il 10% per 80k, ai tempi), e ti danno una paga modesta mentre stai sviluppando la startup. È un affare molto vantaggioso per qualcuno, come ero io ai tempi, di completamente digiuno sulle startup: senza soci, senza idee, senza niente da perdere, ma con una grande voglia di provarci.

 

Photo by Gia Oris on Unsplash

 

 

A chi invece non cerca soci e ha un’idea relativamente formata di quale startup voglia fondare, conviene parlare direttamente con i fondi di venture capital per raccogliere un seed di qualche milione di euro: i soldi degli investitori ci sono, e abbondanti, se li vuoi devi solo sapere quali sono le regole da seguire per andare a prenderteli.

 

In tal caso, puoi farti guidare da qualcuno che sia ben connesso, disposto a presentarti alle persone giuste, e che sappia dirti quando sei sulla strada giusta e quando serve un cambio di rotta.

 

Io ho questo tipo di connessioni e esperienze, e sono felice di fornirle alle aziende nelle quali investo come angel (quindi non trattando io sulla valutazione, ma seguendo quella che i founder tratteranno con i fondi che forniranno la maggior parte dei capitali). Fatti vivo se pensi che possa servirti! 🙂

 

 

 

Note a piè di pagina

 

 

Valentina Tosi

 

 

Cover Photo by Tim Mossholder on Unsplash