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Gaming e creatività: l’advergame come strategia di marketing

Comunicazione, Marketing di Just Baked

22 Novembre 2021

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Creatività e gaming: le aziende investono sempre più in attività di gaming advertising per affermare la propria reputazione.

Il gaming è un’attività ancora di più utilizzata ai fini del marketing e quella dei videogiochi è un’industria che è cresciuta tantissimo negli ultimi anni, anche a causa della pandemia e dei vari lockdown.


È un’attività diffusa non solo tra i più giovani: si pensa che circa i 2/3 della popolazione mondiale passi del tempo giocando ad un videogame, che sia su smartphone, tablet o pc.

Così i brand, le aziende e le agenzie di comunicazione hanno iniziato a tenere presente questo mondo e a considerarlo sempre più un’ottima strategia da utilizzare per le proprie campagne di comunicazione.

L’obiettivo è quello di coinvolgere, grazie al gaming, un’audience che risulta sfuggente e irraggiungibile attraverso i canali più tradizionali, ovvero i Millenial e la Gen Z.
Queste due generazioni comprendono gli individui nati tra il 1981 e il 2010: un target molto esigente, con una buona capacità di spesa e con una buona alfabetizzazione digitale, ovvero la capacità di utilizzo dei nuovi media.

Esistono due modalità per fare pubblicità attraverso i videogiochi: l’in-game advertising e l’advergame. La differenza tra i due è data dal fatto che con il primo ci riferiamo alla pubblicità fatta all’interno di videogiochi di qualsiasi genere, l’advergame, invece, consiste in un videogioco creato appositamente per comunicare un messaggio pubblicitario.

Un esempio pratico dell’utilizzo del gaming advertising ce lo offre il panorama delle elezioni presidenziali americane. All’epoca di Barack Obama, nel 2008, fece scalpore l’utilizzo di strategie di in-game adv. Nel 2020, invece, era una pratica ormai conosciuta. Infatti, a seguito del boom di vendite di Animal Crossing: New Horizons durante il lockdown, il Partito Democratico ha pensato di aprire una sua isola all’interno del gioco stesso. Si vedeva, infatti, la città tappezzata di cartelli a supporto di Joe Biden e Kamala Harris e gli stessi protagonisti in giro per le strade.
Era un modo per coinvolgere i più giovani in vista delle elezioni.

In questo articolo ci soffermeremo sull’advergame e tratteremo il caso di Isobar Italia.

Gaming

Isobar sbarca su Roblox e lancia il suo advergame

Se vi state chiedendo di cosa si tratta facciamo subito chiarezza:

  • Roblox è un videogioco di tipo MMO (Massively multiplayer online) che permette di creare mondi virtuali personalizzati. È una piattaforma che consente anche ai meno esperti di ideare e pubblicare giochi in modo semplice.
  • Isobar, invece, è una Global Digital Experience Agency con numerose sedi in tutto il mondo, anche in Italia.

Quindi, Isobar Italia ha deciso di iniziare ad investire sui videogiochi ed è sbarcata nel mondo virtuale di Roblox.

Massimiliano Chiesa, CEO di Isobar Italia, spiega la scelta di entrare nei mondi virtuali così: «il metaverso è la parola che sarà sulla bocca di tutti, un fenomeno che è letteralmente esploso, e che è qui per restare».

Ma che cos’è il metaverso? È una sorta di realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar. 

L’esperienza di Isobar si chiama Pitch Blitz e consiste in varie sfide da portare a termine in 10 minuti, durante le quali bisogna raccogliere gemme speciali. Allo scadere del tempo, in base al numero di gemme collezionate, si saprà quale livello ha raggiunto l’utente: Creative Master o Creative To Be.
La volontà di Isobar, aggiunge Chiesa, è quella di «creare nuove esperienze per le persone sulle piattaforme che frequentano e, soprattutto, su quelle che frequenteranno».
In più, questa esperienza virtuale può sembrare tale ma non lo è perché rispecchia quello che è realmente Isobar: un’agenzia experience-first che aiuta i brand a scoprire orizzonti digitali sconosciuti.

Benedetta Manuka, Creative Director dell’agenzia, afferma: «creare una versione gaming dell’agenzia non è solo un modo originale per farsi conoscere, ma una vera e propria sfida lanciata a clienti e talenti emergenti; è ora di portare lo storytelling in una nuova dimensione».

In conclusione, Diego Vurro, Chief Experience Officer dell’azienda, sostiene che il Gruppo Dentsu Italia (di cui Isobar Italia fa parte) continuerà a prestare attenzione al mondo del gaming perché questi progetti rappresentano “la porta d’accesso al metaverso”. Aggiunge, inoltre, che anche se si tratta di mondi virtuali, per un certo tipo di target sono percepiti al pari delle esperienze reali. 
Per questo motivo Dentsu ha lanciato il dentsu gaming: il gruppo porta avanti una filosofia per la quale il gaming è molto più di una semplice pubblicità perché permette di «creare, amplificare e dare slancio alla cultura e all’industria in generale».

Benvenuti nel Metaverso!

Nel paragrafo precedente abbiamo accennato al Metaverso sostenendo che ormai è un fenomeno di cui si parla molto. Per capire meglio a cosa andiamo incontro partiamo dai tre ambiti di utilizzo di questa nuova realtà:

  • lavoro, fare riunioni da casa avendo la sensazione di essere in ufficio con i nostri colleghi, vedere gesti ed espressioni facciali come se fossimo fisicamente lì con loro;
  • socialità, organizzare movie nights con amici lontani o assistere ad un concerto che si sta svolgendo dall’altra parte dell’oceano, avendo la sensazione di essere davvero lì dal vivo;
  • gaming, giocare ai nostri videogame preferiti trovandoci con il nostro avatar in mezzo al mare su una tavola da surf, nel mezzo di una battaglia medievale o nello spazio.

Facebook diventa Meta?

Avrete letto ovunque che Facebook cambia nome, ma ormai avrete anche capito che non è così.

In realtà il social network continuerà a chiamarsi Facebook. Quello che cambia è il nome della corporation che lo possiede: Facebook Inc. (che è proprietaria anche di Instagram e WhatsApp) diventa Meta Platforms Inc., come era già successo per esempio a Google Inc. che, nel 2015, è diventata Alphabet Inc.

Durante l’annuale Keynote Connect, che Mark Zuckerberg ha tenuto il 28 ottobre e che è durata circa 90 minuti, Mark ci ha presentato il futuro del world wide web e anche dei social e, forse, della nostra quotidianità.

Mark ha, quindi, presentato il Metaverse, questo universo che combina realtà virtuale (VR), realtà aumentata (AR), realtà-realtà, social media, app, internet, socialità e lavoro. Sostiene che nel giro di 5/10 anni sarà mainstream.

Nel video ci mostra che la home del nostro spazio nel Metaverse sarà a tutti gli effetti una casa, arredata come ci pare e piace e con un panorama mozzafiato su una baia (se lo desideriamo).

Ci spiega che possiamo anche avere un nostro avatar nel Metaverse: uguale a noi, in versione cartoon o di totale fantasia. E possiamo anche cambiargli abito quando preferiamo!

Meta Platforms Inc. sta pianificando anche i propri negozi fisici. La casa madre di Facebook ha riferito di voler esplorare l’idea di aprire store al dettaglio per mostrare i suoi prodotti di realtà aumentata e virtuale, mentre prosegue nei suoi progetti per un metaverso digitale.

Secondo il New York Times, i negozi potrebbero essere una sorta di showroom in cui i clienti possano sperimentare dispositivi come gli Oculus Quest, ma anche i device Portal per le videochiamate e gli smart glass Ray-Ban Stories realizzati in collaborazione con EssilorLuxottica.

Anche Nike si affaccia al Metaverso

Anche Nike pensa al Metaverso. Il brand ha depositato sette richieste di registrazione del marchio in contesti virtuali. Come parte di queste domande, l’azienda ha indicato la sua intenzione di creare e vendere scarpe da ginnastica e abbigliamento con marchio virtuale. Secondo quanto riportato dalla CNBC, il metaverso è una priorità per il marchio e i consumatori possono aspettarsi diversi virtual rollout nei prossimi mesi.

E voi, come pensate di utilizzare questo nuovo “strumento” di marketing e branding?

E come pensate che il Metaverso possa cambiare la vostra quotidianità?

Raccontatecelo sulla nostra pagina Facebook o con una mail.