Storie sulla comunicazione e quello che ci circonda.

 

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Matteo Bussola

Il 2016, per me, è stato l’anno che ha cambiato tutto. Mi ha visto debuttare in Bonelli come disegnatore completo e in Einaudi come scrittore non ancora compiuto ("Notti in bianco, baci a colazione"). Su La Repubblica come articolista ("Storie alla finestra", rubrica settimanale). A quarantaquattro anni, mi ha trasformato piano piano da disegnatore in uno che racconta storie. Non è vero, le storie le raccontavo pure prima, ma lo facevo soprattutto coi disegni. In quest’anno, invece, ho avuto conferma che è possibile disegnare anche con le parole, che se gli occhi sono buoni l’attitudine resta la stessa. Per il resto, di poche cose sono sicuro: che vorrei avere sempre gli occhi aperti, soprattutto quando sono chiusi, riuscire a leggere poco ma bene, giocare piano, amare forte, ascoltare meglio. Continuare a raccontare storie, con le immagini o con le parole non farà differenza, e magari un giorno, chissà, forse riuscire addirittura a mettere le due cose insieme.