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Valerio Cruciani

Romano, laureato in Lettere e Filosofia con una tesi sul giornalino dialettale “Il Marforio”. Ha vissuto per nove anni in Spagna, tra Madrid e Logroño. Si permette di dire in giro che è sceneggiatore, dato che ha collaborato con alcuni produttori e registi alla scrittura di qualche documentario, qualche corto e qualche film - realizzati e non. Si arroga anche il diritto di dire che è un romanziere, dato che proprio in Spagna la casa editrice Click Ediciones (Grupo Planeta) ha pubblicato i suoi quattro romanzi: "¡Matadme!", "Negro spaghetti", "Volvieron cantando" e "Palabras fugaces". Se poi volete proprio vedere uno che esagera, potrà dirvi che è anche poeta. Ha scritto tante poesie e, tra queste, ne ha scelte alcune per riunirle in un paio di libri, resurrezioni occasionali e la scheggia nel dito. Raggiungiamo insieme l’estasi della risata mentre vi dice che è anche una specie di “atteggione” che si muove tra il teatro e la performanza, non proprio drammaturgo, neanche un attore, ma uno a cui piace leggere in pubblico, a volte montare cose sceniche come "Nel palazzo", "No me pidas que regrese" e "Drum-a". Il palco o la pedana rialzata di un locale è, per lui, il luogo ideale sul quale dare sfogo al suo impudico esibizionismo e uscire dalla solitudine della pagina in bianco e nero. Ricomponetevi e recuperate la vostra serietà. Sì, perché se proprio ci tenete a saperlo, ha scoperto che gli piace insegnare. Ma l’ha scoperto tardi, quindi non è riuscito ad entrare nella scuola pubblica. No. Ma insegna italiano a chi non parla italiano e insegna scrittura creativa, poesia e sceneggiatura. Ormai lo fa da qualche anno, anche a distanza, per adulti e giovani. E almeno su questo può dire che i risultati non sono proprio malaccio.

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