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Cool Dave

COOL DAVE

Se ne è andato pochi giorni fa, alla vigilia del suo 92esimo compleanno, il celebre pianista jazz statunitense Dave Brubeck.

Il musicista, da molti considerato rivoluzionario, ha inciso pagine indimenticabili della storia del jazz, grazie alla sua capacità di innovazione stilistica nonché alla sua sensibilità, talvolta spericolata, che gli ha consentito di confrontarsi con soluzioni ritmiche fino ad allora inesplorate.

Incurante dell’assioma che vieterebbe ai grandi della musica di compromettere la propria arte alle logiche commerciali, Brubeck ha contribuito all’affermazione del jazz come musica popolare. Proprio lui, che pochi anni prima si era visto negare un pianoforte a coda dai seriosi docenti dell’Oberlin College perché temevano che lo strumento potesse essere “contaminato” dalle mani di un pianista jazz.

Californiano, classe 1920, Brubeck deve la sua fortuna anche alla collaborazione artistica lunga oltre vent’anni con il sassofonista Paul Desmond, insieme al quale ha dato vita a uno dei gruppi più amati della storia del jazz, il Dave Brubeck Quartet. L’ensamble nasce nell’estate del 1951, nell’era del jazz dominata da Charlie Parker, ma prenderà la sua forma definitiva nella seconda metà degli anni ’50 con l’ingresso di Eugene Wright al basso e Joe Morello alla batteria.

Figli della borghesia bianca americana, Brubeck e Desmond sono stati i protagonisti del fenomeno musicale chiamato “cool jazz”, considerato la reazione di rigore dei coolers (in prevalenza bianchi) al caos dei boppers (soprattutto neri). Come era accaduto negli anni ’30 con lo swing, il cool jazz sarà la colonna sonora dell’America degli anni ’50, prima dell’avvento del rock and roll.

La discografia del Dave Brubeck Quartet è sterminata; il loro capolavoro, Time Out, prodotto da Teo Macero, è il primo esempio di album jazz caratterizzato dall’esasperazione delle forme ritmiche, da nuovi linguaggi e melodie, molte delle quali insolite per il jazz di allora, scoperte da Brubeck e Desmond in occasione di un lungo tour tra Europa e Asia.

Nonostante la sfiducia iniziale della label Columbia, Time Out, inciso in tre sessioni nel 1959, presso i celebri 30th Street Columbia Studios di New York diventerà uno dei best seller della storia del jazz, grazie soprattutto a due celebri composizioni: Blue Rondo à la Turk e la leggendaria Take Five. Time Out è stato il primo album jazz a superare il milione di copie vendute e, anche per questo motivo, nel 2005 è stato inserito nella National Recording Registry, la lista delle 50 più importanti registrazioni sonore americane di sempre.

Fabrizio Montini TrottiBake Agency

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