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Esplorando le nuove frontiere digitali del calcio: intervista a GianFilippo Valentini, creatore del Social Football Summit

Le società sportive stanno concentrando sempre più energie sulla loro presenza online, capendo il potenziale dei social media nel creare un legame più forte con i tifosi e nel costruire un brand solido.

Il Social Football Summit emerge come un faro nell’esplorazione di queste nuove frontiere digitali. Nato nel 2017, questo evento, unico nel suo genere, rappresenta il punto d’incontro tra il mondo del calcio e le tecnologie digitali che stanno trasformando il modo in cui viviamo lo sport e la comunicazione.

Durante il Social Football Summit, esperti, professionisti e appassionati calcistici si riuniscono per esplorare le ultime tendenze e le soluzioni innovative che stanno rivoluzionando il settore. Attraverso panel, conferenze e workshop, il SFS affronta argomenti cruciali come l’impatto dei social media nel coinvolgimento dei tifosi, le strategie di marketing digitale per i club e la diversity inclusion nella football industry. Di recente, abbiamo avuto il piacere di intervistare GianFilippo Valentini, ideatore dell’evento ed esperto di comunicazione digitale nel mondo dello sport. Abbiamo parlato con lui dei traguardi raggiunti dal Social Football Summit in questi anni e dei possibili sviluppi futuri. Ci siamo, poi, confrontati sull’evoluzione delle strategie digital dei club e sui trend nel panorama calcistico.

In foto si vede Gianfilippo Valentini, fondatore del SocialFootballSummit, evento internazionale dedicato al digital e all’innovazione nella Football Industry
Gianfilippo Valentini, fondatore del SocialFootballSummit, evento internazionale dedicato al digital e all’innovazione nella Football Industry

Com’è nata l’idea di creare questo evento? Qual è stata l’ispirazione e le motivazioni che ti hanno portato a realizzarlo?

L’evento è nato nel 2017. In quel periodo avevo iniziato a lavorare per degli allenatori, dei giocatori e delle società che avevano l’esigenza di dare un valore alla loro presenza sui social. Volevano investire per poter promuovere i loro prodotti e servizi utilizzando i canali social. Questo mi ha fatto capire che c’era l’esigenza di creare un momento in cui ci fosse un approfondimento su queste tematiche, che dovevano essere affrontate mettendo insieme delle persone competenti che ogni giorno si confrontavano con questo tipo di lavoro. L’evento, quindi, nasce per rispondere all’esigenza concreta di approfondire tematiche che nel 2017 erano ancora “nuove” e creare un verticale, un appuntamento che in Italia e a livello europeo mancava.

Quali sono i temi trattati e le discussioni più significative che emergono durante il Social Football Summit?

Durante il SFS affrontiamo diverse tematiche cruciali.
Un primo tema è quello dell’innovazione. A tal proposito abbiamo realizzato una startup competition, un momento in cui tutte le giovani startup si confrontano e presentano progetti e servizi legati al mondo del calcio.
Un altro tema su cui ci concentriamo è quello dei canali di distribuzione dei contenuti social, di comunicazione e marketing.
Poi c’è tutta la parte legata alla finanza delle squadre di calcio, ai costi e ai ricavi. Parliamo di strategie per aumentare il ricavato, che passano dallo sviluppo di infrastrutture adeguate alla monetizzazione del rapporto con i tifosi.
Infine, trattiamo il tema della sostenibilità. Noi cerchiamo di fare un evento sostenibile, che non significa solo occuparsi del risparmio energetico e di tematiche green ma affrontare tematiche riguardo alla diversity inclusion. Abbiamo approfondito, ad esempio, molti aspetti del calcio femminile, compreso il passaggio dal dilettantismo al professionismo avvenuto nel 2022.
Ognuna di queste macro-tematiche viene approfondita con almeno 5 panel.

Quali numeri avete raggiunto nelle ultime edizioni?

I numeri nell’ultima edizione sono stati davvero confortanti e ci hanno dato una grande spinta a migliorarci ancora di più. Abbiamo avuto oltre 4000 persone che hanno partecipato, abbiamo realizzato 4 stage con oltre 200 speaker autorevoli. La prossima edizione del Social Football Summit punta a migliorare le presenze e la qualità dei contenuti dello scorso anno.

Ti aspettavi una crescita così forte nel tempo?

Devo essere onesto, non mi aspettavo questa crescita così importante. Quando abbiamo pensato al Social Football Summit, non pensavamo che potesse crescere in questo modo. Nel tempo abbiamo capito che ci siamo inseriti all’interno di una nicchia di interessi, riuscendo a coprire un aspetto del mondo B2B della Football industry, che non era ancora trattato a dovere. Abbiamo lavorato su aspetti quali la competenza, la professionalità nella Football Industry e siamo riusciti a crescere.

Quali sono stati a tuo avviso i punti di forza dell’evento che hanno reso il SFS un successo?

Uno dei punti di forza è stato, sicuramente, il fattore novità: era prima volta che si faceva un evento di questo tipo in italiano. Ci siamo trovati, poi, in un periodo molto favorevole in cui le squadre di calcio da semplici società sportive si sono trasformate in delle vere e proprie aziende. In questo scenario, quindi, la competenza è diventata un fattore fondamentale per i professionisti del calcio. Oggi i top management delle società calcistiche sono composti da personalità di spicco che hanno, spesso, grande esperienza anche in altri settori; le strutture sono sempre più numerose e vantano professionisti specializzati a livello di comunicazione, di social, d’innovazione. Tutto questo fino a qualche anno fa non si vedeva.
Un altro punto di forza è scaturito dalla capacità di riunire in un singolo momento di incontro tutte le realtà più importanti del calcio, comprese le istituzioni. Hanno partecipato al Social Football Summit la Lega Serie A, Lega B, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti, la UEFA, la FIFA, rappresentanti di ECA e tanti rappresentanti di molte aziende che operano nel mondo del calcio, o che si stanno avvicinando al calcio perché lo ritengono un mercato interessante.

Se dovessi dirmi un solo momento in tutti questi anni che ti resterà sempre impresso del SFS, quale sarebbe?

Ogni anno il momento che mi emoziona di più è sempre quello dell’apertura del Social Football Summit. Anche se ormai sono già diverse edizioni che facciamo questo evento, mi sembra sempre che sia la prima inaugurazione. Sembra qualcosa di diverso perché c’è sempre qualcosa di nuovo da raccontare. Se poi dovessi dirti un singolo momento di tutti questi anni, forse direi quando abbiamo ospitato Mika Hakkinen, il campione di Formula Uno.

Parlando di prospettive future, come pensi che possa evolvere l’evento?

In termini di prospettive stiamo cercando di fare un evento che sia sempre in linea con quelle che sono le tendenze nel mondo della Football Industry e diventare un punto di riferimento sia per i professionisti che vogliono entrare in questo mondo, sia per le aziende che vogliono investirci e sia per le squadre e per i protagonisti di questa industria, che vogliono migliorare le loro performance da un punto di vista di comunicazione, finanza, sostenibilità e organizzazione della struttura. È un obiettivo ambizioso e per raggiungerlo stiamo, anche, cercando di creare dei mini-appuntamenti che facciano vivere il Social Football Summit tutto l’anno. Attualmente stiamo portando questo format, che si chiama Snack Summit, in tutte le maggiori capitali europee e del mondo. Quest’anno siamo stati a Milano, Londra, Riyad, Dubai e presto faremo Roma e Madrid. Lo Snack Summit è una prima evoluzione nata dall’idea di creare dei momenti di approfondimento verticali su tematiche che poi affronteremo all’interno del SFS. Per quel che riguarda l’evento principale, io penso che dovremmo puntare a fornire agli utenti e alle persone che vengono sempre più momenti di formazione per poter migliorare. Dobbiamo interrogarci per poter creare attività di formazione, durante l’evento, che permettano alle nuove figure professionali di capire e intercettare quelle che sono le esigenze e le necessità del mondo del calcio.

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