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STEVE BUCHANAN.
Gli artisti precursori del loro tempo: Mito o Realtà?

È ormai chiaro che nessuno è a conoscenza della vera natura del concetto di tempo e che tendiamo a dare per assoluti quei costrutti che ci siamo autoimposti. È anche dimostrato che questi costrutti non sono condivisi universalmente da tutti gli appartenenti alla nostra specie. Io credo, quindi, che definire un artista come precursore del proprio tempo sia errato.

Questi punti di vista, di solito, sono basati sul nostro modo di vedere il tempo come un’entità lineare che noi riusciamo solo a intravedere, attraverso quelle finestre opache chiamate storia. Quest’ultima, ovviamente, è una descrizione estrapolata da quella stessa percezione di tempo lineare a cui spesso attribuiamo, reverenzialmente e referenzialmente, delle qualità dipendenti dalla singola cultura di riferimento. Ma un artista può vivere in questa ristretta dimensione di spazio-tempo?

Esistono cose che non procedono in linea retta da A a B. La legge di Causalità, benché valida all’interno dei principi Newtoniani, non condiziona segretamente l’evoluzione artistica e, a maggior ragione, non condiziona la musica. Io sostengo che l’evoluzione artistica si ottenga attraverso quella che viene chiamata meccanica quantistica perché, se la realtà esiste solo quando la osserviamo/misuriamo, cosa potrà mai voler dire precursore del proprio tempo?

Time

Io credo che quegli artisti precursori siano intrinsecamente e strettamente più legati degli altri al proprio tempo. Come un radar o, per essere più precisi, come nella interferometria radio. Essi raccolgono e collezionano informazioni che già esistono ma sono lontane; non ancora chiaramente distinguibili. Così gli artisti, generalmente, sono più acuti e consapevoli della propria creazione rispetto alla realtà (oppure no).

Se osserviamo attentamente questa idea piuttosto sentimentale e caratteristica del 19esimo secolo, possiamo notare come raramente ci si riferisca a un artista che è nostro contemporaneo. Spesso si citano invece nomi di una, due o anche tre generazioni passate. Se si riflette ancora più attentamente è facile indentificarne le cause economiche e sociali: quelle forze che governano e agiscono sia che si parli dell’evidente e brutale ambito della politica parlamentare che del nascosto e insidioso regno della politica artistica.

Un altro fattore riguarda l’acquisizione e la disponibilità della conoscenza e, in modo determinante, l’accesso alla diffusione di quei concetti avanzati e di quelle forme espressive ovvero l’Arte.

Qui l’articolo originale, traduzione a cura di Edoardo Montanari.

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