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Musica e design thinking come linguaggio universale

La musica è un linguaggio universale capace di esprimere idee, pensieri ed emozioni in forme significative attraverso il ritmo, la melodia e l’armonia. La musica è capace di trasportare istantaneamente una persona indietro nel passato.

È il modo in cui decoriamo il tempo.

La musica, come la comunicazione, consente l’interpretazione delle proprie emozioni rappresentate nello stile musicale.

La teoria musicale, ci dice che al di sotto della melodia riconoscibile c’è un complesso gioco di intervallo e di note, e al di sotto delle note vi sono fasci di elementi che permettono il riconoscimento di figure, dando il via all’analisi figurativa.

I patterns musicali

Il Design thinking è l’insieme dei processi strategici e pratici con il quale avviene una progettazione affinché il risultato sia efficace e positivo.

Ognuno di noi percepisce la musica, sulla base di come percepiamo il mondo.

Sono linguaggi che vengono sentiti ed espressi emotivamente.

Beethoven ha costantemente spinto la musica in nuove aree. Sperimentando più e più volte come il linguaggio musicale possa parlare al pubblico.

Nel mondo musicale – come nel mondo della comunicazione – avvengono cinque fasi che permettono di associare patterns musicali con il contatto emotivo, rendendo la musica una sensazione.

  1. Ascoltare (empatia): la relazione artista-pubblico è fondamentale nella creazione musicale. La musica costruisce una comunità di cui ne comprende le esigenze e le aspettative. Se si sa ascoltare, si è in grado di aiutare gli altri a sentire la stessa musica che sentiamo dentro noi stessi.
  2. Insight (Definizione): scrivere una canzone comunica qualcosa al pubblico. La musica permette di far cambiare punto di vista.
  3. Execution: il processo di scrittura delle canzoni rielabora testi, schemi di rime, melodie, armonie, frasi, tecniche e strutture; ciò permette di comunicare al meglio l’idea della canzone.
  4. Demo (prototipo): momento in cui vengono strutturare le prime bozze, versioni o demo.
  5. Test: un gruppo di ascolto consente a un pubblico selezionato di fornire feedback e questo tipo di collaborazione può spesso ispirare altre idee.

Quando si parla di musica, non ci si riferisce soltanto al perfetto equilibrio tra suoni diversi. Saper esprimere un’emozione mediante una comunicazione creativa è ciò che spinge maggiormente a scrivere canzoni e creare melodie.

Il linguaggio della musica

Se pensiamo al nostro primo linguaggio, sappiamo che fin da bambini interagiamo con gli esperti per imparare a parlare. Da bambino sappiamo già qual è la nostra voce ed iniziamo ad imparare ogni volta che ascoltiamo.

La cosa veramente interessante sta nel fatto che siamo anche autorizzati a rispondere. Si rimane sempre liberi nell’esprimersi.

Nel mondo musicale avviene spesso l’errore di insegnare lo strumento ancor prima di spiegare le potenzialità che la musica comporta.

Non a caso, prima viene mostrata una matita e soltanto dopo viene insegnato lo spelling della parola.

Imparare a suonare la musica e non lo strumento

Ancor prima che un bambino dica le sue prime parole, già conosce i modi per comunicare.

Anche se non capiamo il significato delle parole, riusciamo a capire cosa si vuole comunicare dal suono.

Quando il tono di voce si alza sta trasmettendo pericolo al bambino, contrapposto al tono di voce calmo e accogliente che trasmette sicurezza e protezione.

Certo, sarebbe riduttivo affermare che la musica consista solo nel produrre note di canzoni che già sappiamo suonare.

La musica, come qualsiasi altra espressione del proprio sé, rappresenta il modo in cui vediamo il mondo, lo strumento è solo il mezzo.

Il saper ascoltare è intrinseco alla capacità di essere un buon musicista.

La comprensione è ciò che ci rende capaci di realizzare nuove melodie mai sentite prima.

Se ci ascoltiamo l’un l’altro, realizzeremo di essere capaci di creare nuove melodie mai sentite prima.

Non dobbiamo per forza essere grandi da soli

La domanda sorge spontanea: Perché esiste la musica?

I motivi sono infiniti, ma sono fermamente convinta che ciò che lega tutto insieme sia la necessità di non far sentire soli.

Fin da bambini nasciamo con una sorta di libertà. È qualcosa di estremamente delicato dal momento che è la forma più pura e sincera di noi stessi.

La stessa libertà la rivediamo quando cantiamo sotto la doccia. Indipendentemente dalle proprie capacità, lo si fa perché fa star bene.

La musica aiuta a mantenere questa libertà con cui nasciamo, ci permette di applicare una potente sensibilità nella vita di ogni giorno.

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