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Steve Jobs: la mentalità di un visionario

Steve Jobs, Edison, Olivetti, sono soltanto alcuni dei visionari che hanno realmente cambiato il corso dell’umanità. Ritengo che – da un punto di vista scolastico – venga dato loro troppo poco spazio. Con il termine “visionario” non faccio riferimento a chi ha apparizioni soprannaturali, bensì intendo un sognatore che elabora disegni apparentemente utopistici, ma che persegue comunque con tenacia. Steve Jobs è un esempio di leader che ha sempre lavorato con passione motivata. Ha rivoluzionato il mondo con la sua mentalità di “Pensare fuori dagli schemi”, al punto tale da offrire ad un’intera generazione qualcosa a cui aspirare. Ha saputo immaginare quello che storicamente veniva ritenuto impossibile e lo ha trasformato realtà. Credeva nel suo team ed incoraggiava verso l’innovazione andando sempre alla ricerca della novità successiva.

“The people who are crazy enough to think they can change the world are the ones who do.”

  • Apple’s “Think Different” commercial, 1997

Le fondamenta della sua fama storica

L’essenza di Steve Jobs era qualcosa di intrinseco al suo approccio agli affari.

La sua insistenza e impazienza sono state parti integranti al suo perfezionismo. Il suo metodo consisteva – essenzialmente – nella passione, nell’intensità e nell’emotività estrema che dedicava a tutte le sue creazioni.

Le regole normali non si applicavano a lui.

Steve Jobs CV
Curriculum Vitae di Steve Jobs, 1973

Il curriculum vitae inviato da Steve Jobs è notevolmente lontano dalla figura di genio maniacale a cui siamo abituati: ha sbagliato il 70% delle parole scritte.

Si possono notare – ad esempio – alcuni errori di ortografia nello scrivere sia il nome del College, sia il proprio cognome. Nella casella “Auto” ha lasciato scritto “possibile ma poco probabile”.

Contro ogni pronostico, Steve Jobs viene assunto come tecnico.

Ciò gli permise di continuare gli studi di Arte, Letteratura e Calligrafia. Fu proprio questo il periodo che gli permise di formare la sua visione estetica minimalista.

Steve Jobs ha rubato da Picasso

Steve Jobs – all’epoca – aveva già capito il significato intrinseco della comunicazione.

Comunicare deriva dal latino “cum munio”: mettere in comune con lo scopo di costruire un significato condiviso. 

Con l’atrocità portata dalla Seconda Guerra Mondiale, Pablo Picasso sceglie di avvicinarsi al concetto di astrazione. Si pone come obiettivo quello di rappresentare i soggetti solo nelle loro linee essenziali. Immagina un toro nelle sue forme essenziali e riesce terminare la sua opera più famosa di questo periodo, “Il Toro”.  Steve Jobs si innamora del suo concetto di essenzialità e vuole riproporlo anche nelle sue creazioni.

Il processo di semplificazione nell’opera “Il Toro” di Pablo Picasso, 1945

Levoluzione del mouse (fino al Magic Trackpad) dimostra la sua costante ricerca dell’essenzialità.

Steve Jobs ha saputo unire due contesti completamente diversi, così da creare qualcosa di unico e mai visto prima.

Picasso e il “Toro” sono anche protagonisti del più famoso spot Apple “Think Different”.

L’essenzialità del Toro di Picasso è una delle prime cose che vengono studiate e sviscerate alla Apple University.

Il Framework dello straordinario storytelling di Steve Jobs

Il lancio dell’iPhone nel 2007 è uno dei migliori esempi di storytelling aziendale che si possono studiare. Jobs ha raccontato con pieno successo l’irresistibilità dell’iPhone sfruttando sette passaggi.

Ha esordito con un gancio accattivante stringendo la promessa con il pubblico di presentare un prodotto rivoluzionario che avrebbe cambiato tutto. Inserisce il prodotto in un contesto paragonandolo al Machintosh ed all’iPod (entrambi prodotti rivoluzionari). Creato il contesto, inserisce un cattivo: dimostra come gli Smartphone attuali non siano né smart né funzionali. Arriviamo dunque, all’analisi della posta in gioco. In questo passaggio, afferma: “Apple sta per reinventare il telefono”. Qui avviene la rivoluzione: il momento in cui Jobs collega l’iPhone al maxischermo, dimostrando la possibilità di creare qualcosa di mai visto prima. L’iPhone offriva in un unico dispositivo le seguenti funzionalità:

  • Telefono
  • iPod
  • Mail
  • Internet

Jobs – però – non si limita a questo, bensì alza di nuovo la posta sfruttando ogni occasione per criticare il Blackberry. Si lamenta principalmente della scomodità dei pulsanti, della scarsa attenzione all’estetica e conclude spingendo il pubblico a notare quanto il prezzo non ne rispecchi il valore.

 “La gente ha bisogno di qualcosa di meglio” ripete. Crea desiderio. Investe 30 secondi del tempo del suo pubblico per presentare le 13 caratteristiche uniche dell’iPhone, assenti nei telefoni tradizionali. Soltanto alla fine, rivela il prezzo.

Il suo essere geniale si manifesta anche in questo dettaglio, potenzialmente trascurabile. Il prezzo dell’iPhone di 499 dollari era – strategicamente – equivalente al prezzo di tutti i telefoni di bassa qualità di cui ha parlato.

Il resto è storia

L’approccio di Steve Jobs non si è limitato al reinventare la ruota, ma si è spinto oltre fino a padroneggiarla.

“La persona più potente al mondo è il narratore”

  • Steve Jobs. Articolo di Rolling Stone, 1994

Dodici anni fa moriva una persona la cui influenza continua ad inspirarci ancora oggi, con la stessa efficienza di tanti anni fa.

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