L’umanità è la capacità di sentire.
Nell’antico Egitto, i defunti venivano condotti davanti al dio Anubi, dove il loro cuore veniva pesato su una bilancia. Da un lato, il cuore, sede della coscienza. Dall’altro, una piuma: simbolo di Maat, la dea della giustizia cosmica.
Se il cuore era leggero quanto la piuma, il defunto era degno della vita eterna. Al contrario – gravato da colpa, menzogna ed egoismo – veniva inghiottito dal nulla.
Ad oggi le misure sembrano sempre più esterne – follower, apparenze, status – e questa metafora riporta ad una domanda silenziosa: Il mio esistere è leggero?
L’Umanità nel Mondo in cui Viviamo
Vivere nell’epoca post-pandemica ha reso il comportamento generale più freddo, distaccato. Più del solito, per lo meno. Credo sia importante, dunque, ricordare una domanda che tiene legati alla nostra parte più profonda: Cosa Mi Rende una Brava Persona?
La domanda non ha risposta definitiva, né metro oggettivo che ci permette di misurarla. Ma forse, come per il cuore pesato da Anubi, non serve una risposta: quello che manca veramente alla stragrande maggior parte delle persone è il coraggio di continuare a chiederselo.
La piuma non chiede perfezione né santità, ma presenza. E la propria umanità si gioca proprio nella tensione tra il peso del cuore e la leggerezza della coscienza.
La Bontà come Sinonimo di Umanità
Essere una “brava persona” non significa avere un cuore senza macchia.
Il semplice chiedersi “Sto facendo la cosa giusta?” fa nascere l’etica. Mi spiego meglio: non sono mai state le regole che ci vengono imposte dagli altri, ma ciò che rende leggeri è la scelta consapevole di non voler addormentare la coscienza.
Hannah Arendt parlava della “banalità del male” intesa come assenza di pensiero. Non è il male che ci rende complici, ma l’abitudine a non voler riflettere.
L’Amore nei Gesti Quotidiani
Quindi che vuol dire? Che dovrei imparare a fare? Forse è già abbastanza guardare negli occhi chi soffre o scegliere di cambiare strada quando capiamo di aver sbagliato. Insomma, non serve essere eroi per vivere una bella esistenza.
Ogni volta che scegliamo la consapevolezza sulla reazione istintiva, la gentilezza sulla paura, la responsabilità sull’indifferenza, ci alleggeriamo. Certo, magari non subito ma credo sia qualcosa che debba essere “annaffiato” ogni giorno.
Passiamo gran parte della nostra vita a cercare un amore che ci venga restituito, c’è chi pensa che addirittura tutto ruoti attorno a quello. Ma sinceramente credo che l’amore di cui tutti parlano sia nei gesti quotidiani: sono quelli che fanno andare a dormire sereni. Il pensiero di aver – non solo ascoltato – ma sentito qualcuno. Sentire, inteso come: sentire ciò che prova, anche se fa paura. Anche se non so gestirlo. Perché – ammettiamolo – chi vorrebbe tenere qualcosa di prezioso se gli tremano le mani? Nessuno. Ma se non lo faccio io, ho paura anche di chi potrebbe farlo al posto mio.
Non ti verrà data Nessuna Medaglia
Non esiste nessuna medaglia che ci dichiari definitivamente di esserci comportati bene. Non esiste nessun tribunale divino, forse, a pesare i nostri cuori. Ma non ho mai capito perché spesso si creda ad un Inferno dopo la morte, piuttosto che alla paura di starci già mentre si è ancora in vita.







