Tutela per Startup e Business Digitale.
Silvia Cretella, Founding Partner di Erreci Legal, ha costruito la sua carriera attorno ad una convinzione precisa: la proprietà intellettuale è il motore economico di ogni realtà innovativa. Dalla formazione alla Luiss fino all’esperienza presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, ha sviluppato un metodo che integra diritto, dinamiche digitali e strategie di comunicazione. Il suo approccio con lo studio Erreci Legal si concentra sul trasformare la complessità delle norme in soluzioni pratiche per startup e PMI, rendendo la tutela legale un pilastro della crescita aziendale piuttosto che un semplice adempimento formale.
- Partiamo dal suo percorso: cosa l’ha portata a specializzarsi in proprietà intellettuale?
Il mio percorso nasce da un forte interesse per il mondo dell’impresa e dell’innovazione. Durante gli anni universitari alla Luiss, ho scelto di approfondire il diritto della proprietà industriale, sviluppando entrambe le tesi in questo ambito.
Successivamente, ho consolidato la mia formazione con un master in materia di proprietà intellettuale e contraffazione, che mi ha permesso di lavorare per alcuni anni presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, all’interno del Ministero del Made in Italy. Questa esperienza mi ha consentito di acquisire una visione concreta delle dinamiche legate alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
In seguito, ho proseguito il mio percorso professionale collaborando con studi legali specializzati in questo settore.
Ritengo che la proprietà intellettuale rivesta oggi un ruolo sempre più centrale, in un contesto in cui idee, marchi e contenuti digitali costituiscono asset strategici fondamentali per le imprese.
- Il suo studio si definisce multidisciplinare: cosa significa concretamente per i clienti?
Significa offrire un’assistenza completa. In Erreci Legal collaboriamo con professionisti specializzati in diversi ambiti. Questo consente di affrontare le questioni legali con una visione integrata, particolarmente utile per le imprese.
- Tra le sue competenze emerge anche il digital law: quanto pesa oggi per aziende e professionisti?
Oggi è una componente imprescindibile. Qualsiasi attività ha una presenza online, con implicazioni giuridiche rilevanti: dalla tutela dei dati personali alla gestione dei contenuti digitali, fino alla protezione del brand. Non è più un ambito di nicchia, ma una competenza trasversale.
- Lei ha esperienza anche nella comunicazione digitale: come si intreccia con la professione legale?
Ritengo che il diritto e la comunicazione digitale siano oggi sempre più connessi. Comprendere le dinamiche dei social media e delle strategie digitali consente di offrire un’assistenza più completa ai clienti, in particolare per quanto riguarda la tutela dell’immagine e la gestione della reputazione online.
In un contesto in cui la presenza digitale rappresenta un elemento centrale per persone ed imprese, il giurista deve essere in grado di interpretare anche i rischi e le opportunità legati alla comunicazione online.
Allo stesso tempo, queste competenze permettono al professionista legale di comunicare in modo più chiaro, accessibile ed efficace, rendendo i contenuti giuridici comprensibili anche ad un pubblico non specializzato.
- Quali competenze dovrebbe avere oggi un avvocato che lavora con le piccole e medie imprese?
Oltre una solida preparazione giuridica, servono capacità di adattamento, conoscenza del contesto economico ed attenzione all’innovazione. È fondamentale saper tradurre il linguaggio giuridico in soluzioni pratiche e comprensibili per il cliente.
- Il suo approccio è molto orientato ad anticipare i problemi…
Esattamente. L’obiettivo è strutturare fin dall’inizio rapporti e asset in modo corretto. Questo è particolarmente rilevante per le startup e per imprese in fase di crescita, che spesso non possono permettersi costi elevati.
- Quanto incide oggi il digitale nel suo lavoro?
Oggi il digitale incide in modo determinante sul mio lavoro. È in atto una vera e propria rivoluzione che, se da un lato introduce nuove criticità, dall’altro offre importanti opportunità di business che le imprese non possono permettersi di ignorare.
Le principali sfide riguardano la gestione dei contenuti online, la tutela dei marchi nel contesto digitale e la protezione dei dati. In particolare, la presenza dei brand sul web espone le aziende a rischi sempre più frequenti, come contraffazione, uso indebito del marchio, cybersquatting e diffusione non autorizzata di contenuti.
A questo si aggiunge l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale, che apre scenari completamente nuovi: dalla creazione automatizzata di contenuti alla gestione degli asset digitali, fino alle questioni legate alla titolarità e allo sfruttamento dei diritti sulle opere
generate. L’AI rappresenta una grande opportunità, ma richiede anche un’attenta valutazione sotto il profilo legale, soprattutto in termini di proprietà intellettuale e responsabilità.
In questo contesto in continua evoluzione, diventa fondamentale adottare un approccio strategico alla tutela legale, capace di proteggere e valorizzare gli asset digitali dell’impresa.
- Lei si occupa anche di divulgazione: perché è così importante?
La divulgazione è fondamentale perché il diritto non dovrebbe essere percepito come qualcosa di distante o eccessivamente complesso. Chi fa impresa ha bisogno di strumenti chiari per poter prendere decisioni consapevoli.
Concetti che per un professionista possono apparire semplici o scontati, per un cliente spesso non lo sono affatto. Per questo è essenziale tradurli in modo accessibile e comprensibile. Dico sempre che un cliente informato è un cliente più consapevole e, di conseguenza, anche più soddisfatto.
La divulgazione ha proprio questo obiettivo: rendere chiari concetti tecnici e diffondere una maggiore consapevolezza, che spesso si rivela decisiva per prevenire errori e gestire meglio le proprie scelte imprenditoriali.
- Un consiglio per chi sta avviando un progetto imprenditoriale?
Il consiglio principale è di non sottovalutare il valore delle proprie idee: proteggerle significa investire concretamente nel futuro del proprio progetto.
È fondamentale agire tempestivamente, adottando fin dall’inizio una strategia legale adeguata. Questo consente di prevenire criticità anche complesse ed evitare inutili sprechi di tempo e risorse.
Oggi più che mai è necessario anticipare i rischi, attraverso un approccio integrato, strategico e orientato all’innovazione.
Oltre la tutela per Startup: l’esperienza di Silvia Cretella
L’esperienza di Silvia Cretella evidenzia quanto la tempestività sia la vera chiave per chi fa impresa. Proteggere un marchio, blindare un asset digitale o definire i rapporti societari sono passi che determinano la stabilità di un progetto nel tempo. In un mercato influenzato dall’intelligenza artificiale e dalla velocità della comunicazione online, la capacità di anticipare i rischi diventa un vantaggio competitivo. L’invito finale è quello di guardare alla propria idea con la consapevolezza del suo valore economico, investendo in una strategia legale capace di valorizzare e difendere ciò che rende un’impresa unica.








